Mantenere la parola

Beppe Sebaste

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  • “Ci sono cieli dappertutto: arrendetevi!” (Che cosa è una stanza: appunti presi venti minuti prima della sua apertura, e foto)

    “Ci sono cieli dappertutto: arrendetevi!” (Che cosa è una stanza: appunti presi venti minuti prima della sua apertura, e foto)

      Stanze. Ci sono cieli dappertutto (appunti scritti il 18 nov. alle ore 17,25, poco prima dell’inagurazione)    Perché “stanza”, in effetti? Credevo fosse una mia personale fissazione. Mi ha invece felicemente stupito che tutti coloro che ho invitato hanno sentito naturale, se non necessario, dedicarsi a questo tema. La stanza è l’unità di misura […]

  • Apre la “Stanza”: ci sono cieli dappertutto

    Apre la “Stanza”: ci sono cieli dappertutto

    Tutta l’infelicità degli uomini viene dal non saper restare tranquilli in una stanza (Blaise Pascal)     La notizia è questa:  che apre uno spazio (privato ma anche aperto al pubblico) alla cui realizzazione mi sono dedicato negli ultimi mesi, e che spiego succintamente qui sotto. La Stanza (ci sono cieli dappertutto) è un luogo per […]

  • Ricordare Benedetto Marzullo, grecista e fondatore del Dams di Bologna, intellettuale di sinistra

    Ricordare Benedetto Marzullo, grecista e fondatore del Dams di Bologna, intellettuale di sinistra

    Tra i tanti che stanno scomparendo,uomini e donne, c’è qualcuno di cui non ho letto da nessuna parte. L’ho appreso infatti da un e-mail mandatomi il 15 ottobre da qualcuno che non conosco alla posta di questo sito (che, confesso, non guardo proprio tutti i giorni): Caro Sebaste, se non lo avesse ancora saputo, le comunico […]

  • “Dentro i musei [e le Accademie svedesi – n.d.r.) l’infinità viene giudicata”

    “Dentro i musei [e le Accademie svedesi – n.d.r.) l’infinità viene giudicata”

    Inside the museums, Infinity goes up on trial Voices echo this is what salvation must be like after a while (B. D., Visions of Johanna) Dentro i musei l’Infinità viene giudicata /Voci echeggiano dev’essere così la salvezza dopo un po’ di tempo    Questi versi della magnifica canzone Visions of Johanna mi sono venuti in mente […]

  • Orlando furioso 500 anni. Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi

    Orlando furioso 500 anni. Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi

    Pubblicato esattamente un secolo prima del Don Chisciotte della Mancia, la cui follia sta nel trattare la realtà come se fosse un libro, e i libri come se fossero la realtà, eccoci qui, nel quinto centenario dell’Orlando furioso (Ferrara, 1516), a renderci conto di non avere mai smesso di attingervi. Il capolavoro di Ludovico Ariosto […]

  • L’11 settembre visto da mia madre (da “Fallire. Storia con fantasmi”)

    L’11 settembre visto da mia madre (da “Fallire. Storia con fantasmi”)

    pag. 70 sgg.: Sei in compagnia di tua madre (e della sua badante dell’epoca, triste e muta), il giorno in cui gli aerei si conficcarono uno dopo l’altro in mondovisione dentro le Twin Towers, nel cielo grigiazzurro di New York. Era un martedì, primo pomeriggio, lo vieni a sapere per mail, poi lo vedi alla […]

  • Essere umani sulla terra

    Essere umani sulla terra

      Sono pagine scritte anni fa che compaiono nella parte finale del romanzo “Fallire. Storia con fantasmi“, la più realista e la più immaginaria delle cose che ho scritto. È un’opera che parla soprattutto di macerie, di polvere, di degrado, cioè dell’Italia negli anni Zero. Ma forse anche di speranza. Il terremoto: peccato, perché terremoto […]

  • “La preghiera della letteratura” (e stili di vita)

    “La preghiera della letteratura” (e stili di vita)

    Sono stato quasi due mesi lontano dal computer e dall’Italia, oltre che in generale dal lavoro detto intellettuale. Ero dentro e sopra l’Himalaya, a  fare un percorso detto “Char Dam”, un pellegrinaggio alle sorgenti del Gange – che è sempre un viaggio alle sorgenti di se stessi, della propria anima. Coincidenza, nei primi giorni avevo […]

  • + froci – fascisti (più froci, meno fascisti)

    + froci – fascisti (più froci, meno fascisti)

    Stamattina sono andato nella zona dell’Idroscalo di Ostia nel campo, da tempo gestito dalla Lipu, dove c’è il monumento a Pasolini di Mario Rosati (era lì anche lui), una stele che sorge nel luogo esatto in cui fu trovato il cadavere martoriato di Pier Paolo ormai più di 40 anni fa. Ho scritto tante volte […]

  • Per Luciano Bianciardi, eretico e libero

    Per Luciano Bianciardi, eretico e libero

    Questo è quello che direi stamattina alla Fiera “Bellissima” dell’editoria indipendente e non-allineata che si svolge a Milano in via Piranesio (oggi è l’ultimo giorno), nell’incontro previsto su Luciano Bianciardi, che di non allineamento (nemmeno a se stesso) era maestro esemplare. Quanto all’indipendenza degli editori avrebbe senz’altro chiesto: indipendenti da chi? da che cosa? (Se […]

  • Grandezza e attualità di Elio Vittorini a cinquant’anni dalla morte

    Grandezza e attualità di Elio Vittorini a cinquant’anni dalla morte

    (articolo uscito su Venerdì di Repubblica oggi, 12 febbraio 2016 col titolo: “Il neorealista Vittorini e il suo uomo in salsa jazz) Autodidatta, operaio edile, tipografo, critico appassionato di cinema, traduttore in presa diretta, prima cioè che fossero valorizzati, di autori come Hemingway, Faulkner, Saroyan (la sua antologia Americana, un manifesto letterario e sovversivo, uscì […]

  • Tornare a casa (sui giovani terroristi e il bisogno di maestri)

    Tornare a casa (sui giovani terroristi e il bisogno di maestri)

    (Un breve articolo che avrei voluto offrire a un giornale, ma non so più a quale…) Anni fa, quando abitavo a Parigi, di sabato poteva capitarmi, in qualunque quartiere del centro (ma il centro è grande come la città stessa, per chi vive nelle banlieue) di incrociare sui marciapiedi gruppi di ragazzi di fuori-città che […]

  • Detto questo, sono stufo di parlare del modo di pubblicazione del mio ultimo libro. Mi interessa parlare della sua forma, frasi, tono, della sua necessità o meno

    Detto questo, sono stufo di parlare del modo di pubblicazione del mio ultimo libro. Mi interessa parlare della sua forma, frasi, tono, della sua necessità o meno

    Dopo l’articolo di Paolo Di Paolo su la Stampa, generoso ma forse involontariamente fuorviante nel mischiare scrittori disparati e questioni generazionali (confesso di non sentire nulla in comune, pur rispettandoli, con gli autori citati dall’articolo, né di sentirmi espressione di una generazione, qualunque essa sia); dopo aver letto commenti ancora più fuorvianti e sciocchi su […]

  • Grazia (grazie) a Roland Barthes (e anche un po’ a Parigi)

    Grazia (grazie) a Roland Barthes (e anche un po’ a Parigi)

    Ricordo bene quel 26 marzo 1980 – ero studente a Bologna, cambiavo casa più spesso della giacca – eppure lo sovrappongo e un po’  lo confondo con l’8 dicembre dello stesso anno, forse la stessa stanza, la stessa circostanza, lo stesso cielo bianco di Bologna con venature di sole, e l’amico Giorgio Messori con cui […]

  • Quando l’Italia sapeva arrabbiarsi

    Quando l’Italia sapeva arrabbiarsi

    Nel giorno in cui si parlerà forse anche troppo di Pasolini (e non dell’oggi: mentre Pasolini era uno che sapeva incidere molto fortemente, e scomodamente, sull’oggi, sul presente), ripropongo un pezzo che uscì su l’Unità il 5 settembre 2008, col titolo Quando l’Italia sapeva arrabbiarsi. Era un’intervista a Giuseppe Bertolucci (a cui rivolgo un pensiero affettuoso: […]

  • Il cinema silenzioso di Michelangelo Antonioni, pittore

    Il cinema silenzioso di Michelangelo Antonioni, pittore

    Si inaugura in una galleria di Piazza di Pietra – Galleria Anfosso – una mostra di quadri di Michelangelo Antonioni. Se ne parla come se fosse la prima volta, uno svelamento. Ma non è così, non la prima volta che vengono mostrati, e per di più in quella stessa piazza. È però la prima volta […]

  • “Io morirò”… (Scrivere, morire, padre, madre, sé – Tolbiac, Fallire, etc.)

    “Io morirò”… (Scrivere, morire, padre, madre, sé – Tolbiac, Fallire, etc.)

    Non so di preciso come mai ieri sera mi sia venuto in mente di aprire e sfogliare un mio vecchio libro, il “romanzo” Tolbiac (Baldini&Castoldi 2002, dopo aver lasciato Feltrinelli), cercando proprio queste  pagine (214 e sgg.), che aprono il capitolo che dà il titolo al libro, Tolbiac. E che parlano della propria morte, via […]

  • Per Ignazio Marino (e per tutti i disadattati politici)

    Per Ignazio Marino (e per tutti i disadattati politici)

    Marino è un dropout, un diverso, un disadattato politico, una specie di “Chance il giardiniere” rispetto ai democristiani (nell’anima) che si sono avvicendati come sindaci a Roma, e che hanno nascosto gli immensi problemi sotto una coltre di illusioni, di giochi di prestigio, coprendo il marcio con delle spruzzate di profumo, le buche nelle strade […]

  • Il fantasma della realtà

    Vorrei riattualizzare questa mia riflessione – articolo pubblicato nel blog il 14 dicembre 2008 – come base per le mie riflessioni di oggi, che ne sono in continuità. Così come il mio Fallire. Storia con fantasmi è in continuità con H.P. L’ultimo autista di Lady Diana…: http://www.beppesebaste.com/la-realta-della-letteratura/

  • “Non vogliamo scrivere sui muri”

    “Non vogliamo scrivere sui muri”

      Per farla breve, quello che segue è uno dei miei primi articoli scritti su un giornale, in una rubrica sulla Gazzetta di Parma del 1993-1994, molto libera, che intitolai “Luoghi comuni”. Parla, oltre che essergli intimamente dedicato, di Italo Calvino. L’ho ritrovato in un vecchio file, e spiegherò magari dopo perché abbia deciso di […]

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