Le vie della salvezza (e della perdizione) sono infinite

gianfranco-gorgoni-walter-de-maria,-chalk-piece,-nevada-desert

Walter De Maria, Chalk piece, Nevada Desert, 1970,fotografia di Gianfranco Gorgoni

Vent’anni fa avevo stilato un elenco, naturalmente in progress, delle infinite vie che chiamavo, in omaggio a Giorgio Manganelli, della salvezza “letteraria”. Mi è tornato in mente quest’anno per omaggiare la seconda edizione del  festival dell’arte Sentieri (A. C. G. T.) organizzato nelle vie di Amelia da Claudio Pieroni e Guixia Luo. Non solo, ma ho anche con tributo a organizzare, nel luogo per le arti Stanza Ci Sono Cieli dappertutto a Narni una mostra prosieguo dal titolo Sentieri selvaggi (The Searchers). Parentesi. soltanto ora mi accorgo della stranezza che in inglese, che si traduce i Ricercatori, non c’entrava nulla con quello italiano, ma ebbe un successo  immenso, visto che col titolo italiano del John Ford si sono moltiplicati i  nomi e i marchi di aziende e associazioni culturali, di collane etc. Forse solo le lotte dei ricercatori precari degli anni ’70 ’80 avevano a cuore il titolo inglese, e questa tavola di Corto Maltese che scoprii da studente in una storica osteria di Bologna ho idea che si riferisca proprio ai ricercatori universitari di allora. Chiusa la parentesi

corto maltese e i ricercatori

L’elenco delle strade, non solo di salvezza ma anche di perdizione (l’avvertimento è d’obbligo), la offro qui di seguito con qualche aggiunta, pochissime, rispetto all’originale. Il lettore può far finta che si tratti di una ballata (credo la sia e può arricchirla piacimento con proprie strade personali. Aggiungo solo questo, un suggerimento che mi viene, credo, da Edmond Jabès: bisogna aver fatto molte strade diverse per accorgersi alla fine di non essere mai uscito dalla propria strada.

La mostra Sentieri selvaggi, anzi il progetto, che durerà tutto l’anno presenterà variazioni, varianti, sottrazioni e addizioni di opere, sostituzioni, e nuove forme d’arte – danza, performances, reading, concerti ecc. – strade diverse che saranno anche sempre la stessa strada (la stessa via e vita – ma, auspichiamo, a un livello di percezione e di ascolto ogni volta più elevato.

Le vie della salvezza (e della perdizione) sono infinite

do

la Via

il Tao

La lunga marcia

la Passeggiata

la retta via

le vie del Cielo

sentieri selvaggi

Sentieri interrotti

le Passeggiate del sognatore solitario

Quel treno per Juma

Il ponte sul fiume Kway

strada facendo

essere a metà strada

Nel mezzo del cammin di nostra vita

che la diritta via era smarrita

vicolo dei Mulini (ci ho abitato io)

Via col vento

Strada a senso unico

Abbey Road

la via Emilia

la via Appia

Un tram che si chiama desiderio

Why don’t we do it on the road?

la cattiva strada

via Pindemonte (ci ho abitato io)

rue de Seine (ci ho abitato io)

avenue de Champel (ci ho abitato io)

via del Campanile (ci sono cieli dappertutto)

via del Vascello (ci abito ancora io)

“Via via

Vieni via di qui

Niente più ti lega a questi luoghi

neanche questi fiori azzurri”

“quanto a dir com’era è cosa dura

estat selva selvaggia e forte

che nel penser rinova la paura”

la grande fuga

la vie delle Indie

la Grande Muraglia

la grande corsa

la via del tabacco

le Bateau ivre

la via della seta

il Char Dam

le vie del Signore

la Via Crucis

la via Francigena

il cammino di Compostela

Passaggio in India

Passaggio a nord-ovest

la Promenade des Anglais

chi lascia la strada vecchia per la nuova

sa quel che perde e non sa quel che trova

on the road

4 Way Street

Highway 61 revisited

di pensier in pensier, di monte in monte

la terza via

borgo del Naviglio (ci abitava una mia amica)

la traversata del Mar Rosso

Hollywood Boulevard

il canale di Suez

lo stretto di Gibilterra

l’istmo di Panama

il delta di Venere

solo e pensoso i più deserti campi

vo mesurando a passi tardi e lenti

la circolazione del sangue

il sistema nervoso

il Sentiero dei nidi di ragno

il Giardino dei sentieri che si biforcano

via Montenevoso (ci abitava una mia amica)

rue Vaneau (ci abitavo io)

rue Monsieur (ci abitavo io)

via dei Farnese (ci abitavo io)

la via Flaminia

l’Autostrada del Sole

l’Autostrada della Cisa

Strada Provinciale dell’Anima

sono fuori dal tunnel

via delle Rimembranze (ho sempre desiderato abitarci)

(di buone intenzioni sono lastricate le vie dell’inferno)

Desolation Row

tutte le strade che portano a Roma

 

le strade che non portano da nessuna parte

59th street Central Park South (ci ho abitato io)

Ma pur si aspre vie né si selvagge

cercar non so ch’Amor non venga sempre

ragionando con meco, et io co’llui.

la via dell’oro

la via di Damasco

la strada maestra

il Grande Raccordo Anulare

il foglio di via (l’ho avuto una volta io)

take and walk on the wild side

le vie dei canti

la via del Chianti

Via via / Vieni via con me /Entri in questo amore buio /
Non perderti per niente al mondo

la via lattea

Viale del tramonto

larga la soglia

stretta la via

la vostra vita è la vostra via

on the road again

on the road again