Niente di tutto questo mi appartiene

  • Un “romanzo d’avventure” in forma di racconti, un visionario catalogo che descrive i molteplici mondi dentro il mondo: le illusioni, il viaggio, l’amore, il lavoro, la merce e la morte, i sogni e i risvegli, le sbronze, la lettura dei gialli… Un inventario di toni e circostanze, dal sentimentale al grottesco, dallo strampalato al devoto, per narrare come comportarsi. “Allora mi venne in mente una cosa. I Maestri parlano a volte con i discepoli seduti a gambe incrociate, svolgendo un insegnamento orale nella forma del mo-ndo, che in giapponese significa semplicemente ‘domanda e risposta’. Le parole del Maestro giungono sotto-pelle, da cuore a cuore (o da mente a mente) a tutti, ma ognuno ha l’impressione che siano intimamente rivolte a lui stesso. ( … ) E io quel giorno pensai questo: che il mondo, lui, è il mo-ndo, e il mo-ndo, a sua volta non è altro che il mondo. Che il mondo là fuori, le voci dei vicini, del cortile, della città vecchia, della televisione, era il mio mo-ndo, e il mo-ndo di ciascuno di noi.” I Tre Moschettieri camminano sul lungomare deserto del mattino presto alla pacata ricerca di un caffè, il sole dell’alba dietro le loro spalle. Sembrano far parte di un film in bianco e nero, campo lungo, strada dritta e molto chiara, vestiti di scuro (li vediamo camminare da dietro). Le zanzare del risveglio hanno fatto loro effetto. Hanno un buon portamento, loro lo sanno che le illusioni sono come zanzare, e anche, forse, che le zanzare in fondo non sono altro che le nostre illusioni. Io e il mio amico, laureati in Estetica e con le ali ai piedi, ci imbarchiamo su una nave sotto la pioggia (fragore ovattato del porto, “il mare colore del vino”, piano sequenza, poi qualche primo piano dei nostri volti sfatti – “pensa se ci vedesse il prof. A.”). C’è sempre tempo per giungere a destinazione, e forse non è vero che laggiù c’è qualcuno che ci aspetta; abbiamo scoperto d’essere affetti da un morbo che si chiama scappamento, exalgia, l’esatto contrario della nostalgia: mal dell’andata, non mal del ritorno. ( … ) 1 Due Replicanti hanno un tragitto molto frastagliato e ricco di colpi di scena. Non è facile seguire i loro movimenti. Poíché essi abitano il futuro e i mondi possibili, possiamo soltanto prevedere le loro azioni principali. Proprio come i fiumi, che scorrono forse paralleli ma comunicano nel corso della loro esistenza attraverso corsi d’acqua minori, rigagnoli o torrenti, i nostri personaggi non s’incontreranno mai prima di disperdersi, eppure è “impensabile che abbiano potuto esistere ognuno senza l’esistenza dell’altro”.

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