Esibizionismo e scrittura

Penso da sempre che la scrittura soggettiva e autobiografica sia da incoraggiare, anche in letteratura, contro il dogma del progetto e dell’architettura romanzesca. Non è solo una predilezione per quella “irruzione della vita nello scritto”, di cui parlava Walter Benjamin a proposito delle lettere. Le Confessioni di Agostino, oltre la divisione tra laici e cattolici,…

“Una donna senza fortuna”, l’ultimo libro di Richard Brautigan

“Questo libro è un calendario del viaggio di un uomo attraverso alcuni mesi della sua vita”, nella speranza di raggiungere un periodo di grazia. “Grazia” significa “un rapporto più realistico con il corso della vita”, incrementare la distanza tra un problema e l’altro, di modo che “in mezzo potrebbe spuntare come una giunchiglia”: “le giunchiglie…

Memoria, Storia e Letteratura

Siamo entrati da tempo nell’Era del testimone, come titolava Annette Wievorka un suo libro sugli effetti della Shoah sulla Storia. L’epoca cioè in cui l’avvento dei “sopravvissuti” (cioè testimoni), della memoria viva e della storia orale, e il dilatarsi della nozione di “archivio”, hanno introdotto una storia al presente e del presente. Spesso la memoria…

I fantasmi, l’after life, il cinema e la letteratura

“I fantasmi sono crudeli, con la realtà ci si può sempre arrangiare”. Questa frase diciamo “romantica” la feci mia negli anni ’70: l’epoca non la contraddiceva. Ha ancora un senso quando la cosiddetta realtà si rivela consistere della stessa sostanza di cui sono fatti i fantasmi (più o meno crudeli che siano)? E di che…

Shoah, incontro con Claude Lanzmann (2007)

(l’Unità, 16 settembre 2007)   Quando un certo Filip Muller, membro dei famigerati Sonderkommando dei campi di sterminio (ebrei addetti ad accompagnare altri ebrei nelle camere a gas, spogliare i cadaveri, togliere capelli e denti d’oro, incenerirli), si gettò con impeto sotto le docce per morire insieme a un gruppo di donne, fu da loro…

Sulle panchine

Meglio confessarlo subito: io sono uno di quelli che si siedono sulle panchine pubbliche. Non solo nei belvedere o sui poggi panoramici, di fronte a un lago o sul lungomare, ma nei parchi, nei giardinetti, nelle piazze e nei viali, ovunque. Potreste anche avermi visto, magari di sottecchi. O più probabilmente avete evitato di guardarmi.…

Politica significa immaginare

“Politica significa immaginare. Per i centoautori” (giugno 2007)   Il cinema – mi ha detto tante volte Bernardo Bertolucci – significa “aprire gli occhi”. Che cosa vuol dire oggi aprire gli occhi? Che cosa vediamo? Io credo questo: un appiattimento, un’omologazione totale dei linguaggi e dei comportamenti, un dilagare di bruttezza e di indifferenza travestite…