L’11 settembre visto da mia madre (da “Fallire. Storia con fantasmi”)

pag. 70 sgg.: Sei in compagnia di tua madre (e della sua badante dell’epoca, triste e muta), il giorno in cui gli aerei si conficcarono uno dopo l’altro in mondovisione dentro le Twin Towers, nel cielo grigiazzurro di New York. Era un martedì, primo pomeriggio, lo vieni a sapere per mail, poi lo vedi alla…

Mia madre e l’11 settembre 2011. Un brano da “Fallire. Storia con fantasmi”

da Fallire. Storia con fantasmi, pp. 70-74: […] Sei in compagnia di tua madre (e della sua badante dell’epoca, triste e muta), il giorno in cui gli aerei si conficcarono uno dopo l’altro in mondovisione dentro le Twin Towers, nel cielo grigiazzurro di New York. Era un martedì, primo pomeriggio, lo vieni a sapere per mail,…

Silenzio a Calcutta (per Michelangelo Antonioni e Nemai Ghosh)

L’inverno scorso mi trovavo a Calcutta (Kolkata) per via di un sogno che avevo fatto. Nel sogno passeggiavo con delle persone dopo una cena, quando mi accorsi di avere lasciato la giacca e la borsa con tutte le mie cose al ristorante. Salutai e tornai indietro a prenderle. Ma mentre camminavo da solo mi accorsi…

Come scrivo i miei quadri (manifesto dell’illeggibilità)

 Come scrivo i miei quadri   (…) le cose e le ombre – i colori  le stelle i fiori le forme tutto – sono inseparabili da tracce, segni scrittura che non sarà mai letta, o mai letta interamente che anzi deve rimanere illeggibile salvo essere vista come pura lingua   lingua che attesta se stessa significanti che testimoniano l’umano…

Quando fui salvato da I miei amici

Quando lessi Mes amis, in edizione tascabile, e quasi subito decisi di tradurlo, non lo conosceva nessuno in Italia.  Lo scoprii insieme a Giorgio Messori grazie a degli amici di Ginevra, città dove facevo lo studente post-laurea e abitavo in modo non tanto diverso, tutto sommato, da quello del personaggio di I miei amici, se quando…

Venezia, isola di San Servolo, un reportage gonzo (settembre 2014) (avevo scritto 1914)

  Sono di nuovo a Venezia fuori stagione, c’è il sole e cammino tra l’Arsenale e San Marco verso l’imbarco del vaporetto per San Servolo. Passo davanti alla targa di marmo sul muro dell’Hotel Gabrielli, dice che Franz Kafka soggiornò lì nel 1913 e vi scrisse molte delle lettere a Felice. La coincidenza è blanda,…

Hotel Repos

Molto tempo dopo (o forse molto tempo prima, non importa), ti siedi un mattino molto presto davanti a una vetrata e guardi l’oceano, sotto il cielo chiaro che piove giù compatto e azzurro come una cupola. Anche l’immenso ridiventa piccolo racchiuso nei confini dello sguardo, perché il vedere non è solo limitato, è l’attestazione stessa…